Vaticano II: Modelli della ritualità liturgica

Pontifical Liturgy Institute

Vaticano II: Modelli della ritualità liturgica

Taught byDaniel McCarthy
I serve as a liturgical consultant for building and renovating churches.

Course offered in Italian: 95214 (3 ECTS)
This page has been prepared for the Spring semester 2019.

Breve descrizione:

photo of Fr Daniel P McCarthy OSB

Si può distinguere tre disposizioni rituale e tracciare la discussione di esse non soltanto nei dibattiti al Concilio Vaticano II ma anche durante la preparazione per il Concilio e nella riforma liturgica mandata dal Concilio. La prima disposizione si tratta di stare insieme intorno al un altare messo nel centro dell’assemblea così come corrisponde alla parola circumstantium nella Canone Romana. La seconda disposizione deriva dalla struttura bipartite della liturgia secondo la quale la liturgia della parola è celebrata all’ambone e alle sedie, poi la liturgia eucharistica è celebrata all’altare. La terza disposizione si tratta dalle due tavole: la tavola eucharistica che è una tavola vera dove si celebra la cena del Signore, ma la tavola della parola è una tavola soltanto nel senso metaforico. La metafora della tavola della parola era usata per riferire al desiderio di offrire una più ampia presentazione delle sacre scritture nella liturgia della parola. Tracceremo lo sviluppo di queste tre disposizioni rituali al tempo del Concilio. Svilupperemo una valutazione critica dei loro valori e come superare i loro limiti.

Obiettivi:

Al termine del corso lo studente sarà capace di …

  1. di fare ricerca nei volumi dell’Acta et documenta e dell’Acta Synodalia e nelle pubblicazioni dei documenti del CoetusX e CoetusXV nella riforma post-conciliare.
  2. di presentare tre modelli e tracciare lo sviluppo di ciascuno nella preparazione per il concilio, durante il concilio e nella riforma liturgica mandato dal concilio.
  3. di presentare i criteri per i quali si valuta i contributi e le limitazioni di ciascuno modello

Argomenti (Presentazione analitica / Struttura del corso / Programma/e)

Nella riforma liturgica promossa dal Concilio Vaticano II, ho distinto tre disposizioni rituali. La disposizione di due tavole, la tavola dell’eucaristia e la tavola della parola, non resulta molto. La distinzione tra le altre due è sottile ma chiara. Attiene al fatto che l’Ordo missae ha avuto un suo proprio sviluppo lungo una struttura teorica che io chiamo il modello rituale mentre il quinto capitolo dell’IGMR ne ha avuto uno parallelo e collegato ma distinto secondo una cornice che io chiamo l’icona della chiesa. Siccome il quinto capitolo dell’IGMR è strutturato secondo un modello esplicitamente ecclesiologico, mentre il modello rituale è la cornice teorica implicita sulla quale l’Ordo missae postconciliare è stato sviluppato, l’inversione tra l’espressione esplicita e quella implicita di questi due modelli, risulta inevitabilmente nella proiezione architettonica dell’esplicito modello ecclesiale senza una proiezione architettonica corrispondente del modello rituale implicito alla struttura stessa della celebrazione liturgica per la quale l’edificio è costruito o rinnovato. Per ristabilire le loro influenze reciproche, suggerisco che il modello rituale venga esplicitato dall’IGMR nº 27-28 (sulla base del Sacrosanctum Concilium nº 56).

Modalità di svolgimento

  1. Gli studenti frequentano le lezioni e leggono le parti relative della bibliografia orientativa.
  2. L’istruttore presenta un metodo di fare ricerca nei volumi dell’Acta et documenta e dell’Acta Synodalia e nelle pubblicazioni dei documenti del Coetus X e Coetus XV nella riforma post-conciliare.
  3. Il professore distingue tre modelli in questi documenti:
    1. a. Circumstantes, l’icona della chiesa radunata intorno a un altare messo al centro.
    1. b. Le due tavole: della parola e della eucaristia.
    1. c. Modello rituale bassatosi sulla distinctione tra la liturgia della parola e la liturgia eucaristia.
  4. I modelli sono esaminati non solo da un punto di vista diacronico, cioè attraverso i loro successivi stadi di sviluppo, ma anche da un punto di vista sincronico paragonando i modelli l’uno con l’altro in rapporto alle fasi del loro sviluppo.
  5. L’istruttore presenta i criteri per i quali si valuta i contributi e le limitazioni di ciascuno modello.

Schedule

Giovedì, febbraio 27, 2019
Giovedì, marzo 5, 12, 19, 26, 2019
Giovedì, aprile 2, 2019

ore: 15:30-18:50

Primo periodo: 15:30-16:15
Pausa: 16:15-16:20
Secondo periodo: 16:20-17:05
Pausa: 17:05-17:15
Terza periodo: 17:15-18:00
Pausa: 18:00-18:05
Quarto periodo: 18:05-18:50

Orario dell’uffiio

Si prega di non telefonare l’istruttore. Mandalo un email, invece, a: danielmccarthyosb AT mac DOT com.

L’istruttore è disponibile fuori orario per appuntamento.

Bibliografia orientativa:

Acta et documenta Concilio Oecumenico Vaticano II apparando. Series 1 (Antepraeparatoria), 4 vol. Typis polyglottis Vaticanis, Città del Vaticano 1960-61; Series 2 (Praeparatoria), 3 vol., Typis polyglotis Vaticanis, Roma 1964-1965; Acta Synodalia Sacrosancti Concilii Oecumenici Vaticani II, 4 vol., Typis polyglotis Vaticanis, Roma 1970-1998.

Institutio generalis Missalis Romani, in Missale Romanum ex decreto Sacrosancti Oecumenici Concilii Vaticani II instauratum auctoritate Pauli PP.VI promulgatum Ioannis Pauli PP.II cura recognitum,Editio typica tertia emendata, Typis Vaticanis, Città del Vaticano 3em2008.

♦ McCARTHY, D.P., Verbum ac Spiritus: duplici de munere praesidendi coetui orationemque dirigendi. Word and Spiriton the double roleof presiding in the assemblyand directing the prayer, St Michael’s Abbey Press, Farnborough, England forthcoming.

♦ BARBA, M., L’Institutio Generalisdel Missale Romanum.Analisi storico-redazionale dei riti d’ingresso, di offertorio e di communione (Monumenta Studia Instrumenta Liturgica 40), Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano 2005.

♦ BARBA, M., Institutio Generalis Missalis Romani. Textus – Synopsis – Variationes (Monumenta Studia Instrumenta Liturgica 45), Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano 2006.

Modalità di verifica:

La frequenza alle lezioni e l’esame orale al termine del corso in cui lo studente mette in confronto il modello dell’icona della chiesa (circumstantium) con il modello rituale (bipartite struttura della liturgia) e spiega I criteri per i quali si valuta i contributi e le limitazioni di ciascuno modello.

Academic program

The program of studies, course descriptions and calendar for the academic year 2019-2019 is available for download here.

Place

This course is offered in English at the Pontifical Institute of Liturgy housed at:

Sant’Anselmo
Piazza Cavalieri di Malta, 5
00153 Roma, Italia

See map below.

Schedule in detail

revised for academic year
2019-2020

Encontro 1: 27 febbraio 2020

  1. In aula tutti prendono in considerazione il programma del corso.
  2. Visita alla biblioteca dove l’istruttore presenterà un metodo di fare ricerca nei volumi dell’Acta et documenta e dell’Acta Synodalia e nelle pubblicazioni dei documenti del Coetus X e Coetus XV nella riforma post-conciliare.
  3. Visita guidata alla basilica di Santa Sabina sull’Aventino con una presentazione sullo sviluppo storico della disposizione di una chiesa per la celebrazione della liturgia.
  4. Bibliografia da consultare: ♦ Acta et documenta Concilio Oecumenico Vaticano II apparando. Series 1 (Antepraeparatoria), 4 vol. Typis polyglottis Vaticanis, Città del Vaticano 1960-61; Series 2 (Praeparatoria), 3 vol., Typis polyglotis Vaticanis, Roma 1964-1965; Acta Synodalia Sacrosancti Concilii Oecumenici Vaticani II, 4 vol., Typis polyglotis Vaticanis, Roma 1970-1998. ♦ BARBA, M., L’Institutio Generalis del Missale Romanum. Analisi storico-redazionale dei riti d’ingresso,di offertorio e di communione (Monumenta Studia Instrumenta Liturgica 40), Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano 2005. ♦ Institutio generalis Missalis Romani, in Missale Romanum ex decreto Sacrosancti Oecumenici Concilii Vaticani II instauratum auctoritate Pauli PP.VI promulgatum Ioannis Pauli PP.II cura recognitum,Editio typica tertia emendata, Typis Vaticanis, Città del Vaticano 3em2008.

Encontro 2: 5 marzo 2020

  1. L’istruttore presenterà le sue ricerce condotte nei volumi dell’Acta et documenta e dell’Acta Synodalia e nei verbali dei riunioni del Coetus XV incaricato dello svilupo del “Ordinamento Generale del Messale Romano” nella riforma post-conciliare.
  2. Partendo dalla parola chiave Circumstantes nel canone romano, l’istruttore presenterà la disposizione di una chiesa che si può designare « l’icona della chiesa » radunata intorno a un altare messo al centro.
  3. La disposizione di una chiesa che chiamo “l’icona della chiesa” sarà esaminata da un punto di vista diacronico, cioè attraverso le sue successive fasi di sviluppo a partire dall’sondaggio nella fase antepreparatoria, proseguendo con la fase preparatoria e le discussioni tenute durante il dibattito conciliare e culminando nello sviluppo di capitolo 5 dell’ “Ordinamento Generale del Messale Romano” nelle sue varie redazioni.

Encontro 3: 12 marzo 2020

Prenderemo in considerazione tre modi specifici di organizzare una chiesa in base alla disposizione che chiamo “l’icona della chiesa”.

  1. Il primo modo è il desiderio che il ministro, sia il presidente in piedi all’altare sia il diacono o il lettore in piedi all’ambone, si rivolge versus populum.
  2. Il secondo modo consiste di un palcoscenico che si estende in mezzo al popolo radunato intorno all’altare messo al centro.
  3. Il terzo modo ci chiama in tedesco una Communio-Räume, o sala di communione.

Encontro 4: 19 marzo 2020

  1. L’istruttore presenterà le sue ricerce condotte nei volumi dell’Acta et documenta e dell’Acta Synodalia e nei verbali dei riunioni del Coetus X incaricato dello svilupo dell’Ordo missae nella riforma post-conciliare.
  2. Il desiderio di promuovere la partecipazione dei fedeli nella celebrazione liturgica è risultato nell’intuizione di distinguere le due parti della liturgia stessa per mezzo di due luoghi distinti ma non separati per la loro celebrazione: la liturgia eucharistica intorno all’altare e la liturgia della parola all’ambone e le sedie.
  3. La disposizione di una chiesa che chiamo “il modello rituale” sarà esaminata da un punto di vista diacronico, cioè attraverso le sue successive fasi di sviluppo a partire dall’sondaggio nella fase antepreparatoria, proseguendo con la fase preparatoria e le discussioni tenute durante il dibattito conciliare e culminando nello sviluppo dell’Ordo missae.

Encontro 5: 26 marzo 2020

Nel corso del dibattito conciliare è stato espresso il forte desiderio di presentare ai fedeli molto di più dalle sacre scritture nelle letture della messa. I partecipanti conciliari hanno ricordato come Papa Pio X ha promosso la frequente comunione dalla mensa del banchetto eucaristico, e a loro volta hanno parlato del loro desiderio di fornire un banchetto più ricco alla mensa della parola. Da questa discussione si è sviluppata l’immagine di due mense: la mensa eucaristica e la mensa della parola. Tracceremo lo sviluppo di questa discussione in diversi documenti conciliari, rivelando così i valori e le punti meno sviluptai di questa disposizione a due mense.

Alla luce della nostra discussione sulle due mense, potremmo dare ulteriore considerazione alla communio-räume.

La distinzione è sottile ma chiara tra da una parte la dispozione che chiamo « l’icona della chiesa » radunata intorno a un altare messo al centro dell’assemblea liturgica, e dall’altra parte « il modello rituale » con i suoi due luoghi di celebrazione secondo la struttura dell’Ordo missae. Attiene al fatto che l’Ordo missae ha avuto un suo proprio sviluppo lungo una struttura teorica che io chiamo il modello rituale mentre il quinto capitolo dell’IGMR ne ha avuto uno parallelo e collegato ma distinto sviluppo secondo una disposizione che chiamo l’icona della chiesa. Siccome il quinto capitolo dell’IGMR è strutturato secondo un modello esplicitamente ecclesiologico, mentre il modello rituale è la cornice teorica implicita sulla quale l’Ordo missae postconciliare è stato sviluppato, l’inversione tra l’espressione esplicita e quella implicita di questi due modelli, risulta inevitabilmente nella proiezione architettonica dell’esplicito modello ecclesiale senza una proiezione architettonica corrispondente del modello rituale implicito alla struttura stessa della celebrazione liturgica per la quale l’edificio è costruito o rinnovato. Per ristabilire le loro influenze reciproche, suggerisco che il modello rituale venga esplicitato dall’IGMR nº 27-28 (sulla base del Sacrosanctum Concilium nº 56).

Encontro 6: 2 aprile 2020

Agli studenti viene richiesto di presentare in gruppi piccoli le due chiese che ciascuno ha scelto per il proprio esame, un esa che rappresenta l’assemblea riunita attorno a un altare centrale e l’altra chiesa che rappresenta la struttura in due parti della liturgia celebrata in due luoghi distinti secondo il modello rituale.

Materials continued

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© 16 July 2019 by Daniel McCarthy